Le date ufficiali del pagamento pensioni di giugno: accredito in banca o pagamento allo sportello di Poste

Pensioni del mese di giugno: ecco il calendario. E, oltre alle date, fate attenzione anche alle cifre perché ci sono grosse novità.

Divulgato il calendario dei pagamenti delle pensioni per il mese di giugno ormai alle porte. Come vedrete di qui a breve, oltre alle date, è importante monitorare anche le cifre, perché alcuni pensionati potranno godere di aumenti nell’assegno mensile. Buone notizie dal cedolino, dunque.

INPS
Pensioni di giugno: le date ufficiali foto: Ansa – (fondazionefegato.it)

Questi aggiornamenti rappresentano un importante passo verso il miglioramento delle condizioni economiche dei pensionati, riflettendo l’impegno del governo nella gestione delle pensioni e nella risposta alle variazioni economiche. Com’è noto, infatti, da sempre il tema delle pensioni è assai controverso in Italia. Si tratta, infatti, di qualcosa che non va a impattare solo l’economia. Ma che incide profondamente anche sui temi sociali del nostro Paese.

Pensioni di giugno: date e cifre

A causa della festività del 2 giugno, i pagamenti delle pensioni saranno distribuiti in date diverse a seconda del metodo di ritiro. Dal 1° giugno: per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali. Dal 3 giugno: per chi riceve la pensione direttamente sul conto corrente. Alle Poste, le pensioni saranno erogate con un calendario scaglionato in base alle iniziali dei cognomi:

Pensionati
Pensioni di giugno: date e cifre – (fondazionefegato.it)

A-B: 1 giugno (mattina)
C-D: 3 giugno
E-K: 4 giugno
L-O: 5 giugno
P-R: 6 giugno
S-Z: 7 giugno

Gli importi delle pensioni possono essere verificati accedendo al Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS, utilizzando credenziali SPID, CIE 3.0, CNS, PIN dispositivo (per residenti all’estero) o eIDAS. Nel cedolino di giugno continuano ad essere applicate le trattenute IRPEF e le rate delle addizionali regionali e comunali relative agli acconti, effettuate in 11 rate da gennaio a novembre 2024. Per i pensionati con redditi fino a 18.000 euro annui, in caso di conguaglio a debito superiore a 100 euro relativo ai redditi 2023, la rateazione viene effettuata fino a estinzione del debito, potendo arrivare fino a novembre.

Tra le novità del 2024, c’è il ricalcolo dell’importo dovuto alla perequazione, applicato da marzo e integrato con gli aumenti previsti dalla riforma IRPEF. Gli arretrati ancora da accreditare coprono le mensilità da gennaio ad aprile. Gli aumenti previsti sono i seguenti. Pensioni di 1.000 euro: aumento lordo di 54 euro al mese; pensioni di 1.500 euro: aumento lordo di 81 euro al mese; pensioni di 2.000 euro: aumento lordo di 108 euro al mese; pensioni di 2.500 euro: aumento lordo di 114,75 euro al mese; pensioni di 3.000 euro: aumento lordo di 85,80 euro al mese; pensioni di 3.500 euro: aumento lordo di 88,55 euro al mese; pensioni di 4.000 euro: aumento lordo di 101,20 euro al mese; pensioni di 5.000 euro: aumento lordo di 100 euro al mese; pensioni di 6.000 euro: aumento lordo di 71,40 euro al mese.

IRPEF, le nuove aliquote

Le nuove aliquote IRPEF per il 2024 sono invece le seguenti: fino a 15.000 euro: aliquota al 23%; tra 15.001 e 28.000 euro: riduzione dell’aliquota dal 25% al 23%; fino a 50.000 euro: aliquota invariata al 35%; oltre 50.000 euro: aliquota del 43%. Coloro che hanno già ricevuto gli aumenti spettanti nei mesi precedenti non vedranno ulteriori incrementi nel cedolino di questo mese.

Quali sono le nuove aliquote IIRPEF
Attenzione alle nuove aliquote IRPEF – (fondazionefegato.it)

Gli incrementi delle pensioni dovuti alla rivalutazione annuale, la cosiddetta perequazione automatica, hanno portato a partire dal 1° gennaio 2024 a un aumento complessivo fino al 5,4%. Gli aumenti specifici sono calcolati in base agli importi pensionistici: fino a 4 volte il minimo: aumento del 100%; tra 4 e 5 volte il minimo: aumento dell’85%; tra 5 e 6 volte il minimo: aumento del 53%; tra 6 e 8 volte il minimo: aumento del 47%; tra 8 e 10 volte il minimo: aumento del 37%; oltre 10 volte il minimo: aumento del 32%

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